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Un oro verde sulle nostre tavole

oro verde

L’oliva può donare un olio di qualità o meno, in base a come viene lavorata. Prestate attenzione ai seguenti passaggi per conoscere l’oro verde!

Oro verde, l’olio d’oliva, questo preziosissimo condimento frutto di una tradizione millenaria.
Con le sue mille sfaccettature di verde, colora, profuma, conserva e arricchisce le nostre pietanze.
Ma quante tipologie ne esistono? Perché si parla tanto del valore dell’extravergine di oliva?

Ecco alcune spiegazioni che molti consumatori ignorano!

Scopriamo tutte le tipologie di olio di oliva.

L’oliva, essendo un frutto, può essere sottoposto a tante lavorazioni. In base a come viene lavorata, dove viene prodotta e quale parte viene utilizzata, otterremo un olio di qualità o meno. Prestate dunque attenzione ai seguenti passaggi per conoscere veramente l’oro verde!

Esiste una certa confusione quando si parla di olio di oliva e le sue categorie: vergine, extravergine, lampante, di sansa ecc.
Queste categorie dovrebbero identificare in modo chiaro quanto si sta comprando e consumando.
Abbiamo pensato che un piccolo grafico aiutasse a comprendere meglio gli aspetti di questa suddivisione.

oro verde

L’ olio di oliva “extra vergine” è l’olio che si dovrebbe consumare maggiormente.

É altamente raccomandato per le sue pregiate qualità, non solo organolettiche, ma anche nutrizionali. 

La normativa europea ha fissato gli standard qualitativi minimi che l’olio di oliva deve presentare per poter essere commercializzato con la dicitura “Olio Extra Vergine”. Deve essere ottenuto tramite estrazione con soli metodi meccanici a freddo, ossia a temperature controllate inferiori a 28 gradi. In Italia è stata creata una Carta di identità dell’olio extravergine di oliva.

Olio vergine

Olio vergine è un olio ottenuto dalle olive per via meccanica e che presenta una o più delle seguenti caratteristiche: parametri chimici sopra a determinate soglie, tra cui il più importante è l’acidità libera maggiore 0,8% ma inferiore a 2%.
Contenere difetti ma di intensità non superiore a 3,5. Il livello di intensità si ottiene attraverso l’assaggio dell’olio a mezzo di assaggiatori professionali (panel).

 

Olio Lampante (Non Commestibile)

Un olio ottenuto per via meccanica e che deriva proprio dall’utilizzo storico di quest’olio cioè per le lampade ad olio.
Quindi è un olio con acidità libera maggiore del 2% e/o con presenza di difetti di intensità superiore a 3,5. Non possono essere messi in commercio come commestibili.

 

Olio di sansa di oliva

La sansa di olive è ciò che resta dopo l’estrazione dell’olio e da essa è possibile estrarre ancora olio residuo.

Questo olio, detto olio di sansa grezzo, viene estratto industrialmente, nei sansifici, per mezzo di solventi chimici, ma non è commestibile. Solo dopo l’aggiunta di una percentuale non meglio specificata di olio di oliva vergine, esso diviene commestibile ed è denominato olio di sansa di oliva.

Questo prodotto è l’unico olio derivante dalle olive a subire il processo di estrazione con solventi e per questo processo è molto simile agli olii di semi.

Ecco spiegato perché si insiste tanto a far capire la qualità che sta dietro all’olio extravergine di oliva, l’oro verde delle nostri piatti.

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